Campo di Riflessione

Gabriele Agrimonti, Sveva Angeletti, Cristiano Carotti, Fabio Giorgi Alberti, Keanu Lebon, Thomas Moësl, Alice Paltrinieri 

Opening 7 ottobre 2026 /  dalle 17 alle 21 

8 ottobre - 7 gennaio 2026  

bocal via Santa Giovanna d’Arco, 4 Roma  

visitabile martedì e giovedì dalle 16 alle 19  

mercoledì, venerdì e sabato su appuntamento - via mail e via Instagram  

bocal@pefr.it / @bocal_rome / www.pieuxetablissements.it

 

Bocal prosegue nel suo percorso di valorizzazione e promozione di artisti contemporanei, le cui ricerche si  sviluppano in relazione ai temi, alle dinamiche e agli eventi che animano gli spazi facenti parte dei  Pii Stabilimenti della Francia a Roma e a Loreto amministrati da Fra Renaud Escande. 

In continuità con questa linea progettuale si inaugura la terza mostra dal titolo "Campo di Riflessione" a cura  di Isabella Vitale, storica dell’arte, direttrice artistica di bocal e Bianca Miki Zelli, storica dell’arte e curatrice.  La collettiva con Gabriele Agrimonti, Sveva Angeletti, Cristiano Carotti, Fabio Giorgi Alberti, Keanu  Lebon, Thomas Moësl, Alice Paltrinieri presenta opere situate tra materia e percezione, tra gesto e ritorno,  tra presenza e immagine. Il titolo allude a una duplice dinamica: l'azione del riflettere come fenomeno fisico e  l'atto della riflessione come esercizio di coscienza. Il progetto espositivo prende spunto dall’opera La Croce  per la Cappella Contarelli, che impiega superfici riflettenti come dispositivo visivo, concettuale e spirituale.  L’opera site- specific inaugurata presso la Chiesa San Luigi dei Francesi lo scorso 21 settembre, è di Jean Michel Othoniel, artista francese di fama internazionale. Othoniel realizza una scultura con perle di vetro di  Murano e un basamento in ossidiana, pensata come una sorta di caleidoscopio che segna i punti di fuga della  Cappella Contarelli, in cui si riflettono i quadri del Caravaggio. 

Le artiste e gli artisti in mostra a bocal hanno in comune un’indagine sul fare e sulle modalità attraverso cui  l'opera prende forma, si manifesta e si relaziona con chi la osserva. Il "riflesso" costituisce infatti il nucleo  della mostra, inteso non soltanto come fenomeno ottico e presenza materiale, ma anche come processo  critico di autoriflessione. Se alcune opere incorporano elementi specchianti o materiali capaci di restituire  immagini e frammenti di spazio, altre affrontano il tema del riflesso come indagine sul proprio linguaggio, sui  gesti, sui processi e sulle condizioni che rendono possibile la pratica artistica.  

Attraverso le opere di Sveva Angeletti, Cristiano Carotti, Fabio Giorgi Alberti, Keanu Lebon e Alice Paltrinieri si snoda un percorso in cui la riflessione è declinata in forme differenti: dalla superficie che restituisce  l'immagine dello spettatore, all'opera che interroga la propria costruzione; dal rapporto tra visione e  percezione, alla consapevolezza dei meccanismi che governano la produzione artistica. Accompagna il  percorso visivo l’indagine sul suono del duo formato dall’artista sonoro Thomas Moësl e dall’organista e  compositore Gabriele Agrimonti: una musica elaborata, eseguita e registrata dal vivo durante un concerto  improvvisato, promosso dai Pii Stabilimenti di Francia a Roma nell’aprile 2026 in occasione della Festa della  Musica presso la chiesa di San Luigi dei Francesi. Nel dialogo fra organo e sintetizzatore il suono ritorna  imprevisto, come riflesso di un corpo non più solo ma collettivo, risultato da un incontro e dalla rinegoziazione  di un principio iniziale.  

Le opere incarnano pratiche e sensibilità diverse accomunate dalla volontà di interrogare il rapporto tra  immagine, materia e pensiero. In questa prospettiva, il riflesso non è soltanto ciò che appare sulla superficie  delle opere, non è soltanto suono, ma diventa una condizione del fare artistico stesso. L'opera non si offre  come oggetto concluso, ma come evento percettivo che richiede la presenza del visitatore per attivarsi e la  riflessione diventa allora una forma di co-produzione dell'opera. Il percorso si configura come uno campo di  riflessione in cui la dimensione visiva e quella concettuale si sovrappongono.

Sveva Angeletti (1991) è un'artista visiva italiana. Laureata in Design e Arti Applicate presso la RUFA - Rome University of Fine Arts, ha  conseguito successivamente un Master di I livello in Business nell’Impresa Culturale presso la Luiss Business School. La sua ricerca  artistica esplora il linguaggio come spazio per le relazioni e la costruzione del significato, indagando le macchine linguistiche come sistemi,  dispositivi e strutture che organizzano la comunicazione e plasmano la percezione della realtà. Attraverso una pratica interdisciplinare che  comprende fotografia, installazione, video, suono, testo e pratiche partecipative, sviluppa progetti che esaminano le dinamiche tra individui,  tempo, spazio e memoria, concependo l'opera d'arte come un dispositivo aperto in cui il significato emerge attraverso l'interazione, il  contesto e l’esperienza. @svevaangeletti  

Cristiano Carotti (Terni, 1981) vive e lavora a Roma. Dal 2020 è membro dell’artist-run space Post Ex. La sua pratica si muove tra pittura,  scultura, installazione e video per esplorare le dinamiche di relazione interne ad archetipi e simboli. A partire dall’indagine sulla dicotomia  tra Homo Naturalis e Homo Mechanicus, Carotti rivolge lo sguardo alla natura e al potenziale ristabilimento di un ruolo attivo con essa da  parte dell’umanità, adottando un approccio alchemico per esplorare i processi di decentramento propri degli ecosistemi universali e umani.  Il suo lavoro è stato presentato in numerose gallerie e realtà istituzionali, nazionali e internazionali, come:White Noise (Roma), 1/9  Unosunove (Roma), Art in Space (Dubai), Al Blu di Prussia (Napoli) Palazzo Collicola, Spoleto; Spinnerei, Lipsia; Palazzo Riso, Palermo;  Ambasciata Italiana presso la Santa Sede; FAO Roma; Kommagene Biennial, Kâhta Adıyaman, Turchia; Galleria Nazionale Arte Moderna,  Roma; MARec S. Severino Marche. Le sue sculture fanno parte delle collezioni permanenti di M.A.C.I.S.T. Biella, C.a.o.s. Terni, La Serpara,  Civitella d’Agliano. @cristiano_carotti  

Fabio Giorgi Alberti lavora tra Bevagna, in Umbria, e Roma. Nel suo lavoro utilizza la performance, le parole, la scultura e l'installazione,  il video digitale e analogico, per indagare i meccanismi del linguaggio e il modo in cui l'individuo trova senso nella realtà. Nella sua ricerca  confluiscono l'idea di doppio e di riflesso, della fisicità e delle complicazioni dello spazio, della relazione e dello spirito di comunità che l'arte  crea tra persone. Ha esposto in spazi istituzionali e non profit, in Italia e all'estero, tra cui Museo Morandi - MAMbo (Bologna), MACRO  (Roma), The second act (Londra), Cité des Arts (Parigi), Palazzo Collicola (Spoleto). @fabiogiorgialberti  

Keanu Lebon (1994, Évry) è un artista plastico francese che vive e lavora in Francia. Diplomato all’École supérieure des Beaux-Arts de  Bordeaux, ha proseguito la formazione ai Beaux-Arts de Marseille e ai Beaux-Arts de Paris, dove si è diplomato nel 2023. La sua ricerca  intreccia storia, anatomia, spiritualità e speculazione formale, interrogando il modo in cui economia, genetica e cultura plasmano i corpi.  Attraverso sculture e installazioni, combina metalli, vetro, materiali organici, oggetti di recupero e calchi del proprio corpo. Le sue opere  esplorano l’ibridazione tra forme organiche e strutture industriali, tra riferimenti classici, iconografia religiosa e immaginari contemporanei.  @keanulebon  

Alice Paltrinieri (Roma, 1987) indaga spazio, memoria e percezione attraverso installazioni, video, disegno, suono e tecnologie digitali.  La sua pratica esplora la costruzione dell’immagine come processo instabile e lo spazio come dimensione discontinua. Attraverso il sogno osserva lo spazio onirico, in cui luoghi, memorie, percezioni e immagini si trasformano e si ricombinano secondo logiche non lineari. La  raccolta dei sogni, la loro rielaborazione e la costruzione di ambienti fisici e digitali, le permettono di dare forma a ciò che appartiene  all’esperienza onirica, mantenendone l’ambiguità. Tra i progetti recenti la ricerca sviluppata presso il centro di fisica EGO-Virgo e  TRAUMCLUB, realizzato con il sound designer Andrea Guastadisegni. Ha esposto al Centre Wallonie-Bruxelles di Parigi, alla Galleria  Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea e al MAXXI di Roma, alla Biennale di Gubbio e alla Biennale dell’Immagine di Chiasso e altri  spazi e istituzioni in Italia e all’estero. @alicepaltrinieri.ap  

Thomas Moësl (1997, Chaumont) è un artista plastico e sonoro che vive e lavora tra Besançon e Roubaix. Diplomato all’Institut Supérieur  des Beaux-Arts di Besançon, sviluppa una ricerca multidisciplinare tra suono, immagine e installazione. La sua pratica esplora la  percezione, gli stati alterati di coscienza e il rapporto tra vibrazione, corpo e spazio. Attraverso installazioni immersive, performance e  composizioni sonore, crea ambienti in cui dimensione scientifica, spirituale e sensoriale si incontrano. Il suo lavoro si confronta con la  psicoacustica e con le possibilità del suono come strumento di trasformazione della percezione. @moeslthomas 

Gabriele Agrimonti (Parma, 1995) è organista, improvvisatore e compositore, tra i più affermati interpreti italiani della sua generazione.  Dopo il diploma con lode e menzione d’onore al Conservatorio “A. Boito” di Parma, prosegue la formazione al Conservatoire National  Supérieur de Musique et de Danse de Paris, studiando improvvisazione, composizione e orchestrazione con maestri quali Thierry Escaich,  László Fassang e Thomas Ospital. È vincitore di prestigiosi concorsi internazionali di improvvisazione a Haarlem, St Albans, Strasburgo e  Parigi, oltre che del premio del pubblico al Concorso Xavier Darasse di Tolosa. Dal 2022 è organista titolare e direttore artistico dell’organo  storico J. Merklin della Chiesa Nazionale di San Luigi dei Francesi a Roma. La sua attività concertistica lo porta a esibirsi in importanti  cattedrali, festival e sale da concerto europee, con una particolare attenzione all’improvvisazione e al dialogo tra musica e altre arti.  @gabriele.agrimonti  

 

bocal è uno spazio espositivo no profit promosso da:

Pii Stabilimenti della Francia a Roma

La mostra è in collaborazione con: 

La ville de Lille

 

 

Torna al blog