“Viva Luigi”, quando la musica incarnava la grandezza della Francia a Roma

"Viva Luigi", quand la musique faisait la grandeur de la France à Rome

Dettaglio della volta della chiesa di Saint-Louis-des-Français: «La Morte e l'apoteosi di San Luigi», ideata da Charles-Joseph Natoire e dipinta da Antonio Bicchierai nel 1756. 
© Alban Lamy - PEFRL

 

Sapevate che durante le grandi cerimonie francesi a Roma nel XVII e XVIII secolo, i musicisti facevano parte di un vero e proprio teatro diplomatico? Infatti, non era raro che durante le processioni solenni organizzate dall’ambasciatore di Francia, quattro trombettisti aprissero il corteo con livree nuove riccamente decorate d’argento, al fine di impressionare la folla romana e mostrare il prestigio della monarchia francese. 

È ció che si scopre nel recente volume della musicologa Michela Berti, “Viva Luigi!” Musiche straordinarie a San Luigi dei Francesi di Rome nel XVIII secolo, in cui l’autrice offre, in modo inedito, i risultati delle sue ricerche sulla vita musicale della chiesa più francese di Roma lungo tutto il secolo dei Lumi. Professoressa di storia della musica al Conservatorio di Perugia, Michela Berti è anche responsabile degli archivi storici dei Pii Stabilimenti della Francia a Roma e a Loreto. Sulla base di tali archivi, analizza in particolare le “musiche straordinarie”, utilizzate durante le grandi ceremonie religiose e diplomatiche francesi a Roma, e ci introduce in un’epoca in cui la musica sacra era anche uno strumento di rappresentazione politica.

Si fa riferimento, in particolare, a un Te Deum, cantato da un centinaio di musicisti per rendere grazie a Dio per l’ascesa al trono di Luigi XVI, o alle grandi messe cantate dai musicisti della cappella papale in occasione della festa di San Luigi, ogni 25 agosto.

Ciò che più affascina di nell’approccio di Berti è il modo in cui intreccia la contabilità e la narrazione cerimoniale per ricostruire l’atmosfera sonora della Roma francese. Si scopre così che i libri contabili si rivelano spesso più eloquenti delle cronache ufficiali: vi si legge quanto venivano pagati i cantori, quante candele venivano acquistate o quali strumenti venivano ingaggiati per le occasioni straordinarie. Berti insiste proprio su questa ricchezza discreta: dietro ogni riga di conto, sembra ancora di sentire risuonare le trombe.

Prima opera di tale portata dedicata alla vita musicale di San Luigi dei Francesi, “Viva Luigi” colma un vero e proprio vuoto nella storiografia della musica romana del XVIII secolo. Dimostrando che la grandezza musicale era anche una questione di budget, di negoziazioni e di nuove livree, Michela Berti offre una storia della musica che è, al tempo stesso, una storia del potere.

 

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Per ascoltare l'autrice, intervistata da Radio Vaticana, cliqqua qui

Copertina del libro di Michela Berti © Copyright Società Editrice di Musicologia

 

 

 

 

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