Un mazzo di fiori per la Festa della Mamma? No, un giardino.

Risate e grida di bambini: questo era il suono che riecheggiava tra le aiuole fiorite del
Borgo Laudato Si’ lo scorso 9 maggio. In quella data l’Italia celebrava la Festa della Mamma e proprio in questa occasione i Pii Stabilimenti della Francia a Roma, insieme al Borgo Laudato Si’ e all’Assessorato alle Politiche Sociali di Roma Capitale, rappresentato da Barbara Funari, hanno organizzato una giornata un po’ speciale…

Offrire alle mamme accolte nelle case famiglia di Roma Capitale e ai loro bambini un momento di respiro in questo scrigno di verde e meraviglia: questo il progetto nato dall’incontro di tre istituzioni unite da una stessa convinzione, che la bellezza possa trasformare la quotidianità.

La scelta del luogo non è casuale. Situato sulle alture di Castel Gandolfo, il Borgo Laudato Si' prende il nome dall'enciclica di Papa Francesco pubblicata nel 2015, dedicata alla salvaguardia del creato e dunque tanto alla cura dei nostri fratelli quanto a quella della nostra casa comune. "Questa enciclica, che molti hanno considerato un'enciclica ecologica, è innanzitutto un'enciclica sociale. Un modo di vivere l'ecologica integrale", spiega Don Stefano Cascio, vicedirettore del Borgo Laudato Si'. Il giardino che lo circonda ne è un'incarnazione vivente: alberi secolari, animali, orti, fiori, selvatici... Uno spazio pensato per ricollegare l'uomo alla natura.

La mattinata è iniziata con una visita del giardino. Poi è arrivato il momento, attesissimo, del laboratorio dedicato agli animali, che i bambini hanno potuto avvicinare e nutrire con entusiasmo. Infine, la giornata si è conclusa con un allegro picnic, sotto il sole di maggio. 

Forse è proprio una mamma a riassumere meglio il significato di questa giornata: “Ciò che mi ha molto incuriosita sono stati gli alberi. Ognuno aveva una forma diversa”, racconta. “Mi hanno fatto capire che nonostante la pioggia e il vento, questi alberi hanno resistito e hanno continuato a crescere. Questo mi ha anche dato un po' di forza”.

Una frase semplice, ma la conclusione più bella che si potesse immaginare per questa giornata. Missione compiuta.

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